La Redazione

Antonio Carnelos
Sono nato nell’ultimo anno palindromo del XX secolo a Gorizia, città di confine geografico, politico e culturale.
Ora il muro non c’è più (quello fisico, almeno), ma si sa: le cose cambiano per rimanere le stesse.
A quattro anni arrivo a Faenza e da allora ne sono un suo fiero cittadino.
Laureato e laureando in sociologia presso la facoltà di  Scienze Politiche, ho iniziato a scrivere per settesere a 17 anni grazie (o per colpa?) di Jeff Buckley, diventando giornalista pubblicista nel 2011.
Commesso per necessità, batterista per passione, sono addetto stampa della Fototeca Manfrediana di Faenza.
Sogni nel cassetto: assaggiare il cibo thai, completare la mia collezione di rat-man, visitare il Costa Rica.
Gli altri sogni, quelli più importanti, li tengo nel comò: c’è più spazio.
I miei sociologi preferiti sono Bill Hicks, Louis C.K. e Woody Allen e penso che l’uomo sia andato sulla luna per fuggire da sé stesso. Ma non c’è riuscito.
Non sarò un nativo digitale, ma il suono del 56k me lo ricordo bene.
Tutto cambia per rimanere com’è e se dal 56k siamo passati all’adsl solo per aprire google più velocemente, dal giornale cartaceo sono passato all’online, ma la voglia di narrare, raccontare, riportare storie resta.
Sono stato ben lieto, quindi, di accettare l’invito del Ciô a scrivere di cronaca locale, cioè di realtà tangibili, di persone vere con nomi cognomi e volti, di luoghi reali.
Insomma, di noi. Non della luna.
Vorrei chiudere con una citazione di quelle impegnate, profonde e intellettuali.
Ma ora devo proprio andare che il mio cammello ha l’epatite.

Chiara Catani
Sono nata il 3 Novembre 1995. Frequento il Liceo scientifico di Faenza, ma, svezzata a Geronimo Stilton e cresciuta con i grandi classici, ho sempre avuto un debole per le materie letterarie. Dalla passione per la lettura, è esplosa la voglia di scrivere: sono qui soprattutto per misurarmi con me stessa cercando di sfruttare al meglio le mie potenzialità.

Arturo Chesi Visani
Orgogliosa “Classe ’94” e, come dice un mio amico pugliese, “Faenzino” DOC.
Ho frequentato il Liceo Scientifico Torricelli, che mi ha ispirato molto nella scelta della mia prossima tappa: la Facolta’ di Sociologia targata AlmaMater, che tutt’ora frequento.
E’, infatti, nel post-maturita’ che nasce in me una curiosita’ per la societa’, i suoi meccanismi e, soprattutto, per il suo futuro: e, seguendo questa linea di pensiero, mi sono avvicinato alla fotografia (passione che porto avanti parallelamente all’universita’), che sento come mezzo privilegiato per raccontare, o meglio, svelare luoghi, persone, situazioni; un mezzo “da” e “per” la societa’ stessa.
Sarebbe, pero’, disonesto non menzionare un’opera che ha molto influenzato la mia visione delle cose, soprattutto in relazione al mio “spirito sociologico”: la saga videoludica “Mass Effect”.
Eh gia’, parallelamente a quanto detto sopra, sono un nerd navigato e ho passato molto tempo a barcamenarmi negli angoli piu’ oscuri di Internet, tra un videogioco, un’anime giapponese, un video virale e quant’altro: appassionato di “eSports” e “Otaku” pentito.
E, se proprio si parla di hobby: pratico arti marziali, mi ammazzo di musica e mi piace abbuffarmi coi miei amici.
Sogni nel cassetto? Anche troppi. Le incertezze per il futuro sono molteplici … Per questo e’ meglio concentrarsi sul presente: ovvero il Ciô, un interessantissimo progetto che unisce tradizione e innovazione, storie locali con mezzi di comunicazione globali.

 

Samuele Maccolini
Sono nato a Faenza nel 1996. Il mio battesimo al giornalismo è arrivato solo due anni fa con la web-radio Radio Planet On Air, dove presento una trasmissione musicale: #bollettino. Da bambino non ero un grande lettore, ma amavo i racconti, soprattutto quelli vissuti sulla pelle, quelli dove contano più le cicatrici che le parole. Da inverno 2014 collaboro col settimanale Il Piccolo ed ora giungo a Il Cio con tanta voglia di capire se raccontare è verbo attivo e se invece sognare sia un verbo statico per un aspirante giornalista. Amore e odio per la società mi fanno vagabondare tra strascichi di linee di basso synth, riverbero, saggi e biografie sincere. Lì incontro uomini in cerca di verità, forse un giorno ci incontreremo nel giardino del poeta sufi Jalāl al-Dīn Rūmī, liberi, al di là del bene e del male.

Massimiliano Muccinelli
Sono figlio e nipote di giornalai e ho passato tutta (ma proprio tutta) la mia infanzia in mezzo a quotidiani, riviste, mensili, bisettimanali e quadrimestrali di argomenti vari e disparati. Posso vantarmi di averli letti tutti, anche se di alcuni preferivo guardare le figure: da Geppo al Guerin Sportivo, da American Superbasket al Mucchio Selvaggio, da Airone a Il Mio Pc.
Mio padre, per la mia promozione all’esame di 5° elementare, si è regalato il Commodore Vic 20 (“The first computer for the price of a toy”) su cui ho cominiciato a giocare e a maturare come irrimediabile nerd.
La somma di queste due esperienze mi guida da più di quindici anni su e giù per internet (oltre che avermi regalato un mestiere).
Sono nato a Faenza il 21 dicembre del 1976 (poi dice che uno non è una persona solare, eh…).

Monia Rava
42 anni Made in Romagna. Legata all’ ambiente, al territorio, alle tradizioni ma comunque sempre con un ‘ occhio ‘ rivolto al … giorno dopo. Dicono di me che ho capacita’ di ascolto attivo ed una particolare abilita’ nella relazione con gli altri. Da alcuni anni presento una trasmissione musicale; radio natura, con la web-radio Radio Sonora . Ringrazio il Ciò per l’ invito a scrivere sulle tematiche ambientali e la considero un’ opportunita’ per crescere ed apprendere nuovi mezzi di comunicazione.

Ilaria Samorini
Nata un lunedì alle 17.13 del ’95.
Mi sento un’artista, dipingo, disegno, recito, ballo e scrivo; adoro tutto ciò che implica lavoro creativo.
Studio lettere moderne a Bologna ma ho sempre vissuto a Faenza.
Sono follemente innamorata della mia città, così a misura d’uomo, piccola e accogliente.. Amo il vintage, tutto ciò che è stravagante, non mi rispecchio nello stereotipo di gioventù omologata in cui l’opinione comune tende ad annullare le ultime generazioni.
La penso fuori dal coro, ascolto il vecchio rock dei Pink Floyd e degli U2, sono cresciuta con De André e Guccini a rotazione nello stereo, sono un’inguaribile nerd, una barista part-time, sogno in grande e non mi do per vinta, come il Caligola di Camus voglio la Luna e sono convinta che rimboccandomi le maniche un giorno arriverò lì vicino.

Sara Servadei
Sono nata 22 anni fa nella campagna faentina. Fin da bambina sono sempre stata fantasiosa e molto creativa: vedevo forme strane non solo nelle nuvole, ma perfino nel soffitto granuloso del bagno. A 12 anni mi era già chiaro che volevo fare la giornalista, e dopo svariati gradi di scuola dell’obbligo – terminati al liceo socio psico pedagogico Torricelli di Faenza – mi sono iscritta a scienze della comunicazione a Bologna e ho così accettato l’oggi temutissima etichetta di creativa.  Dal 2012 collaboro con QN – Il Resto del Carlino a Faenza e nel 2014 ho curato la parte pubblicitaria e comunicativa del progetto rivolto alle forze dell’ordine “Comunicare con chi non ha parole” dell’associazione Autismo Faenza Onlus. Sul web ho scritto per alcuni anni sul periodico “Lo Schiaffo”. Ho accettato di aderire a questo progetto perché, per quanto ami il profumo e il rumore delle pagine del giornale cartaceo, credo che un giornalista oggi non possa ignorare il mondo del web per avere una formazione a 360°, imparando a rivolgersi a pubblici diversi con un linguaggio diverso.
la mia email: sara_servadei@hotmail.it
il mio blog “l’aspirante giornalista”: https://saraservadei.wordpress.com
twitter: @saraservadei

Stefano Visani
Da 15 anni mi occupo di comunicazione e pubblicità con L’Age d’Or,  la società che ho fondato nel 1997 e con la quale realizzo anche progetti culturali e didattici di cinema e video. Prima de L’Age d’Or, per molto tempo ho lavorato nell’associazionismo culturale, organizzando, sostenendo o  progettando le attività nate o cresciute all’interno del comitato Arci faentino come l’Arena Borghesi, Faenza Rock, Rock Nero… Ma la quantità complessiva di corsi rassegne ed eventi che abbiamo realizzato, progettato o solo sognato in quegli anni non è calcolabile con una buona approssimazione e non ho difficoltà a dire che immaginarmi le cose è sicuramente una delle parti più divertenti del mio lavoro.
Un magazine di  approfondimento online, per esempio, è una di quelle cose che mi sono immaginato tante volte, pensiero e desiderio che,  qualche volta affievoliti ma mai smarriti, mi tengono compagnia almeno dal 2008.
Il Ciô è il mio primo tentativo di dare corso a questa aspirazione. Se fosse un periodico ne dovrei essere considerato l’editore… ma per adesso è uno spazio nel web e io sono uno di quelli che ha voluto con tutte le forze che non fosse uno spazio inesteso.
Sono nato a Faenza, nel 1961.

Elena Zauli
Sono nata a Faenza nel 1969. Ho una formazione amministrativa contabile e da circa 25 anni lavoro nel settore dell’Information Technology. Ho sempre trovato troppo limitativo il mondo dei numeri e della contabilità. Per questo nella mia attività lavorativa ho esplorato con curiosità ed entusiasmo e tutt’ora mi occupo anche di Marketing e Digital Marketing. Ho accolto con slancio, la proposta di Stefano Visani di collaborare come segretaria di redazione a il Ciô. Sono convinta che questo web magazine sarà uno spazio importante nella nostra comunità, faentina e non, offrendo contenuti di alto livello e spesso inattesi.

 

Collaboratori

  • Luca Gorini (giornalista free-lance)
  • Claudio Ossani (giornalista)
  • Gessica Parrucci (grafica)
  • il progetto grafico del logo è di Ariele Pirona.

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