C’è veramente un’emergenza criminalità nella provincia di Ravenna?

Antonio Carnelos
Antonio Carnelos

13 ottobre 2015

4 thoughts on “C’è veramente un’emergenza criminalità nella provincia di Ravenna?

  1. …basta leggere la cronaca locale (e se una testata non piace, basta leggerne più di una) ed ognuno di noi si fa le sue valutazioni sulla situazione criminalità, che comunque è notevolmente aumentata. Poi in merito alle denuncie, conosco alcune persone che non hanno presentato denuncia perchè sfiduciati dalla situazione….

    1. Sulla base di quali dati affermi che la criminalità è notevolmente aumentata? Inoltre, come avrai sicuramente letto, ho riportato in neretto la definizione di numero oscuro della criminalità, che comprende al suo interno proprio fenomeni di omessa denuncia. Tutto ciò considerato, la situazione non pare così sfiduciante, specie se rapportata ad altre realtà limitrofe e non.
      Comunque grazie per il commento, pertinente e rispettoso: dovrebbe rappresentare la normalità, ma oggi come oggi, ahimè, è un’inattesa eccezione

  2. Spett.Le Sig. Carnelos, io ho letto più volte le tavole dati dell’ISTAT a riguardo la criminalità e vorrei farLe notare una cosa che è riportata nelle note a piè di pagina, ovvero che a far data dal 2006 furti e rapine è dovuto: ” La diminuzione di questo reato è da attribuirsi all’inserimento parziale dei furti commessi da ignoti nel registro generale dei reati.” ovvero al fatto che le denunce di furto commesso da ignoti (la stragrande maggioranza) non vengono integralmente registrate come furti bensì possono essere registrate quali “altri reati”, una notazione generica cui nessuno presta caso.

    Per questo se un giornalista desidera dare un quadro esatto della situazione non dovrebbe fermarsi al riportare dati altrui ma effettuare una ricerca propria perché magari così scoprirebbe (e qui cito il buon Bonvi) che per ragioni di censura non v’è una epidemia di colera ma solo 15000 casi isolati.

    Un’altro punto è il confronto che si fa con le altre città e non con la stessa Ravenna di solo 20 anni fa. Io sono una di quelle persone che non è felice se tutti stiamo male e se Ravenna e Provincia, in una situazione di criminalità crescente, siano prime o ventesime. A me interessa proprio che la criminalità è in crescita e questo è stato ribadito anche dal Ministro Orlando lo scorso marzo quando ha dichiarato che, in 10 anni, i furti in appartamento sono più che raddoppiati.

    Abbiamo un problema a livello di Italia e, mi scusi la franchezza, essere felici perché la nostra bocca sta ancora fuori dalla m… senza che abbiamo bisogno di tenerci in punta di piedi non mi sembra proprio il caso.

    1. Gent.mo sig.re Malpezzi, lei rappresenta esattamente l’obiettivo del mio articolo: invogliare il lettore a controbattere, riflettere, condividere. Lei lo ha fatto e ha condiviso con me, con noi, la sua opinione e la sua conoscenza di dati e informazioni. Esattamente ciò che volevo: non imporre una visione, ma indicare una direzione verso cui guardare. A una prima lettura può sembrare che il mio obiettivo sia di far capire che poi non stiamo così male come ci dicono. Ma questo è solo il pretesto, l’obiettivo è smuovere lo spirito critico assopito nel lettore/spettatore medio. E come tema ho scelto un argomento trasversale, che tocca tutti.
      Proprio per questo motivo concluso il mio articolo “provocando” il lettore a contraddirmi, a non credermi, a non fidarsi di me.
      Si parla di internet 2.0, cioè l’internet attivo, dove l’informazione non è passiva, unilaterale come la TV: lo spettatore assorbe passivamente le informazioni che riceve. Nell’internet 2.0 tutti possono rispondere, contribuire, informare, comunicare. Ma spesso, se non sempre, Internet è una TV senza canone: il massimo dell’interazione è la sterile invettiva contro l’immigrato o il politico corrotto di turno. Invettiva spesso nata solo dalla lettura del titolo dell’articolo o dalla lettura di un solo articolo riguardo a quel dato fatto. Ho cercato nel mio piccolo di rompere questo schema. Lei mi ha fatto capire che ci sono riuscito, e la ringrazio per questo.
      Scusi per la lunga filippica, grazie e buona serata

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